Home work: il lavoro più in voga nell’era moderna

home work

Niente più sveglia all’alba, pause a volontà e meno stress: in una sola parola home work ma non è tutto oro ciò che luccica. Nella società moderna si va sempre più affermando questo tipo di attività ma, assieme a tanti vantaggi, ci sono anche moltissimi aspetti negativi.

Non andando mai in ufficio subentra infatti la pigrizia e spesso per consegnare un lavoro si finisce per fare notte con i dipendenti che non riescono più a distinguere tra vita personale e professionale. C’è poi chi guadagna in base alle consegne e allora la corsa al dio denaro diventa tale che si finisce per stare tutto il giorno al pc.

Insomma, il cosiddetto home work ha tanti aspetti positivi ma ce ne sono altrettanti dai quali bisogna tenersi in guardia. Ci sono  poi i nomadi digitali, quelli che sì fanno home work, ma guadagnano stipendi da capogiro e quindi possono permettersi di trovare dimora nei posti più belli della Terra.

Tutte queste persone per lavorare hanno bisogno solo del loro intelletto, di un pc e di una connessione e, per concentrarsi, scelgono quindi i luoghi più incantevoli del pianeta, veri e propri paradisi terrestri, visitati da tutti gli altri comuni mortali magari una sola volta nella vita.

Fino a qualche anno fa, questi eletti non erano che una manciata di persone in tutto il globo, ma la tecnologia ha velocemente trasformato il modo di concepire il lavoro e così, ora, sono le aziende ad andare a caccia di super cervelloni da spedire dove il clima è sempre mite, l’acqua cristallina e la brezza tiepida e delicata.

E il vantaggio è duplice: le sedi centrali spendono la metà per vitto e alloggio (il costo medio mensile non supera mai le 500 euro) mentre i dipendenti rendono il doppio. Tale è diventato importante questo fenomeno che si è trasformato in un business anche per le agenzie di viaggio.

L’unico problema di questi paradisi terrestri privilegiati di chi fa home working, luoghi come la Thailandia, l’Indonesia , il Vietnam o la Giamaica, è infatti la connessione, il più delle volte molto scarsa.

Ecco che scendono in campo le agenzie: c’è Roam, per chi intende trasferire non un dipendente ma un intero ufficio, Hacker Paradise, il cui nome è già di per sé emblematico, o “Wi-fi tribe” che sembra essere il prediletto da chi, anziché concentrazione cerca ispirazione, con centinaia di pittori, artisti e scrittori che lo raggiungono ogni anno.

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